Le presentazioni virtuali che in questi anni ho letto in rete sono in gran parte ridicole: assiomi falsi e immaginari, ipocrisie con la presunzione di un ritratto fedele. Io sono quel che scrivo, il resto potete immaginarlo se volete e se la mia scrittura sarà adeguata ma non vi dirò mai che la realtà è esattamente quella che voi credete. Un uomo è quello che ha amato: scrive di arte, politica, natura, musica e motori ma in verità scrive sempre e solo della stessa identica cosa: dell’altra metà del cielo. E, mentre scrive e descrive, quell’altra parte si fa beffe di lui e si allontana in un crudele gioco di Tantalo. Fine della corrente, il senso è tornato a passeggiare dove i commenti non lo possono agguantare e le parole restano vuote.
Non sono un influenzer e ne sono fiero, sono un anonimo.
lunedì 19 febbraio 2024
mercoledì 17 gennaio 2024
Prima fermata
Ed io finalmente capisco dove sono giunto stasera
e perchè la sensazione del tempo ora ha questo sapore speciale:
sono alla prima stazione dell'inventario della mia esistenza.
Per qualche tempo il treno si fermerà qui, non so quando ripartirà
ma in fondo non mi dispiace.
lunedì 15 gennaio 2024
Velleità
Le velleità intellettuali le ho sempre avute
ma non me ne faccio nè un vanto nè un cruccio:
ci sono dentro tante di quelle situazioni personali, familiari,
geografiche ( sono siciliano)
che non saprei proprio come definirle tutte.
Però il concetto di liberazione profonda
insito dentro la scrittura lo conosco bene e l’ho seguito sempre dentro il blog,
immagino che si capisca da ciò che pubblico.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Questione di sopravvivenza
In ogni caso il mio modo di essere nella sostanza non può cambiare, non a questa età e non con stimoli ordinari: il blog scritto da me rifle...