mercoledì 28 febbraio 2024

Siamo così

Vorrei dirvi cari blogger che siete/siamo così, che usiamo internet, che leggiamo la stampa e guardiamo la tv con le sue immagini di guerra e distruzione in Ucraina perché una mattina del 6 giugno del 1944 10.300 giovani ragazzi americani e canadesi si fecero massacrare dalle mitragliatrici tedesche sulle spiagge della Normandia. Le truppe dei compagni russi da est e per via terrestre completarono l’opera verso il nido di vipere chiuso in un bunker a Berlino. Non trovate strano che forze così diverse ideologicamente tra loro si unissero verso un nemico comune? Infatti subito dopo aver chiuso la faccenda cominciarono a farsi la guerra tra loro, una guerra “fredda” come un quarto di pollo in gelatina ma molto pesante da digerire. Credetemi siamo una specie vivente venuta male. Adesso magari state pensando di aver di fronte il solito destrorso cretino al servizio di un americanismo radicale: non è affatto vero ma senza l’intervento giapponese a Pearl Harbour nel 41 oggi saremmo il risultato di una Pax tedesca di matrice nazista…e molti di noi non ne avremmo neanche coscienza. Una Europa coperta dall’aquila del Reich e la nostra inutile italietta a scimmiottare Berlino, cosa del resto che ci è sempre piaciuta molto. Ora jeans e rock and roll, nell’altra versione birra e croci uncinate con circa 6 milioni di ebrei sterminati da dimenticare.

martedì 20 febbraio 2024

INTERLOCUTORI -

Per un pessimo interlocutore come me dover ammettere di non trovare contatti adeguati è veramente ridicolo. Ma è esattamente così. Scrivere in un blog sconosciuto e non commentato è un’opzione irreale, somiglia a certe commedie dell’assurdo, cose senza senso. Ma io sono arrivato alla conclusione che nella blogosfera sia dal punto di vista concettuale che da quello sintattico e letterario ci sia ben poco da spremere. I testi che lascio qui, sarebbe meglio dire abbandono, sono una traccia spedita nell’infinito del web. Non pretende più nulla, non cerca niente, vive di vita autonoma, era una parte di me, è rimasta tale. Addio

mercoledì 14 febbraio 2024

NON E' VERO -

Non è vero che mi faccio capire e, allo stesso modo, ciò che scrivo non mi rappresenta quanto io vorrei. Il blog è comunque il confine più vicino ai territori del mio spirito, da lì in poi devi inventarti pioniere. 
Tutta la mia vita, quella che conta, l’ho trascorsa in un confronto impietoso tra i miei sogni, i miei impulsi e il mondo che m’era toccato di vivere; dopo i 16 anni sono saltato su così tanti campi minati che oggi dovrei essere solo uno storpio, un povero corpo mutilato da ferite non più ricomponibili. La libertà, la democrazia, l’amore e la rappresentanza, la società e perfino la storia, tutto questo enorme e composito fardello di idee non sono mai entrate dentro di me in modo naturale e piano: ogni anelito è stato sempre filtrato dalla cultura della mia generazione e dalla musica che ne era la più diretta emanazione. E ciò non l’ho mai compiutamente digerito! 
Non c’è un concetto più avversato da quelli che nel ’68 avevano 16-18 anni di quello di un tutor, dello stronzo di turno che ti dice cosa e come. E non c’è stata una generazione che, invece, ne avrebbe avuto più bisogno, seduta al limitare fra mondi completamente diversi, divisi da spaccature micidiali, lontani per sempre su tutto. Io non amavo, bevevo letteralmente i testi e il suono delle chitarre dei gruppi rock che stavano “devastando” il panorama musicale di quegli anni: lì c’era ciò che volevo o credevo di volere o, meglio, ciò che qualcuno mi aveva fatto credere io volessi. Altri tutor insomma ma più subdoli perché immensamente amati. 
Questa è la storia della mia vita: guardare la luna indicata dal dito…e prendere sempre una sberla come se fossi ugualmente un’idiota. Pare che non sia possibile vivere, pensare, amare senza l’ausilio indispensabile di una qualche droga, di un aiuto sintetico che ti apra la mente su orizzonti nuovi e validi. Pare che non sia attuabile alcun valido intervento sulla realtà umana e sociale senza scannare qualcuno o sacrificarlo sull’altare di interessi più alti e nobili. Annuivamo nel ’70, continuiamo a farlo oggi. Io sono un uomo sfinito dalla schizofrenia di un’esistenza accompagnata da gente che artisticamente amavo e politicamente e ideologicamente invece non digerivo. So perfettamente che non ricucirò lo scollamento, non certo in questa vita e il senso d’impotenza mi sta uccidendo lentamente e poi sono solo, giustamente e lucidamente solo. C’è una luce particolare oggi sullo Ionio, un filtro di perla per ammorbidire gli spigoli dei miei umori confusi. Anche ora la musica di uno degli artisti che ho amato di più mi porterà fuori dalle secche di questa sera infinita, sarà il dito che ti indicherà la mia luna, ti dirà le parole che io non so pronunciare e avrò la speranza che l’amore in assoluto ricomponga il dissidio di sempre e che scriverlo non sia stato inutile. 
De Andrè ha già iniziato a raccontare del chimico che conosceva la legge che permetteva agli elementi di convivere senza scoppiare e ancora una volta chinerò la testa per ringraziarlo d’avermi fatto guardare oltre.

sabato 10 febbraio 2024

L'abisso

Siamo finiti tutti e facciamo finta di niente: alcuni di noi continuano a rassettare il proprio universo, io tra loro, a cullare con gli occhi il segno del proprio peso sull’esistenza. Ma è tempo perso perchè ci aspetta il tempo nuovo, le nuove stagioni della nostra maturità assoluta che prenderà il posto di questa finta giovinezza disordinata e ci inchioderà al sapore perfetto di quello che siamo stati. Al di qua di questo blog c’è una stanza abbastanza grande che vive in un’apparente quieta penombra. I mobili hanno tutto il sapore e il colore che solo un certo tempo può regalare loro, gli oggetti posati su di essi raccontano la mia vita: spesso sono un racconto anche per me che credo di conoscerli bene. Al di qua di questo grande paravento informatico i bites svaniscono, perdono dignità, resta solo la scrittura; il nero su bianco scorre per me immutabile e vivo, mi prende quando sto per cedere all’accidia di vivere senza un senso, mi ama anche se io ho detto in giro di non amarlo più. Io non ho più nulla da scrivere se non la mia scostante estraneità a molti pseudoconcetti cresciuti con l’erba della bassa e annaffiati dalle acque di un possibilismo sconsiderato. Non c’è alcuna alternativa miei lontani bloggers, torneremo alle città e alle valli sospettose l’una dell’altra e coltiveremo i dialetti perché non abbiamo saputo possedere la lingua tramandataci dalla nostra storia culturale. Ho letto molte cose in giro e la gran parte erano surrogati: chi scriveva imbrogliava e chi leggeva sapeva di essere imbrogliato e continuava per via dello share, l’audience, il pubblico, la gente. NOI. Stavolta ti scrivo per me, solo per me, ti scrivo per dirti che devi farmi innamorare di nuovo. Che non ne posso più di inutili desideri e altrettanto inutili coiti. Fammi innamorare, una sberla in pieno viso che poi stai lì mezzora a pensarci e a chiederti perche’,come? Queste pagine sono state progettate per vivere in rete in modo autonomo: questo significa fuori dalle intemperanze di chi legge ma anche di chi le ha progettate. Troppe volte ho pensato di cancellarle, altrettante ho eliminato intere serie di articoli mai più recuperabili; i vostri commenti spesso hanno fatto l'identica ingloriosa fine. Non sono un soggetto da blog, non mi identifico nelle maggioranza delle vostre scelte intellettuali e sociali. Non ne sono capace. Però so con certezza che a queste condizioni, senza quello che voi chiamate "confronto" ma che io chiamo in altro modo, un luogo simile finisce come blog e diventa un'altra cosa. Trovategli voi un nome. La mia amica lo sa: cerchi l’armonia che hai sentito una volta e la insegui per una vita intera…quando infine ti accorgi di essere solo in tutto questo può essere normale pensare di lasciare cadere le braccia. Sono fragile, non lo nascondo, il senso d’inutilità per gente come me è sempre in agguato. Il blog è aperto, il blog è un’altra dimensione e necessita probabilmente di un approccio diverso…sinceramente mi sento “forzato”. Io ho, per fortuna, l’età in cui molte cose perdono la loro connotazione mediocremente ideologica e acquistano invece una valenza pìù elevata e segreta. Di essa scrivo come posso, ad essa guardo come ad una liberazione.

giovedì 8 febbraio 2024

Il post più inutile del mondo

Il blog è la mia libertà espressiva in rete: ho sfruttato questa occasione offertami dalla tecnologia così come avete fatto voi. Esistono un’infinità di modi per gestire ” l’occasione”, moderazione, segnalazioni, avvertenze…anonimati: ognuna di esse rappresenta una SCELTA e avrà alcune conseguenze, io lo so bene e lo stesso vale per voi. 
Non sono un blogger facile, più digeribile comunque di quanto non lo sia come persona reale credetemi, ma questo non esclude la possibilità di restare, finchè ne ho voglia, sul web. Esiste una specie di GALATEO DA RETE che ognuno di noi adatta a se stesso come più gli aggrada: io, certamente sbagliando, dò per scontate alcune cose che non lo sono, quindi adesso le dichiaro apertamente. 
– Non ho mai avuto timori riverenziali verso chicchessia, ne dal punto di vista culturale ne da quello grammaticale e sintattico. 
– Quando una cosa mi piace lo dico apertamente e lo scrivo in modo ancor più chiaro 
– Questo blog è CASA MIA, decido io le regole comportamentali a casa mia. 
– Qui entra chi dico io e sono in molti, anche quelli che, a detta di alcuni, non dovrebbero entrare 
– Il mio Blog roll è diviso in due parti; una racchiude contatti virtuali antichi e per me preziosi in tutti i sensi. l’altra è un elenco nato alla riapertura di questa Omologazione. 
– Leggo moltissimo in rete, se non commento significa che non lo ritengo necessario e i motivi sono i più vari d'altronde mi pare che anche voi facciate lo stesso qui: arrivano mediamente più di 150 passaggi al giorno e i commenti non sono mai stati superiori alla ventina. Non è un’offesa personale, io non l’ho mai ritenuta tale, dico questo perchè guardo con attenzione la finestra delle statistiche e le origini del traffico! 
– Aborrisco quella logica che prevede il commento come un’unica chiave PER FARSI VENIRE A LEGGERE: questo è un ambiente libero e tale deve restare. Si scrive perchè se ne ha voglia, si è liberi di leggere , di commentare o rispondere ai commenti solo quando lo si ritiene utile o significativo e non c’è offesa per nessuno. 
– Il Blog roll rappresenta una mia scelta personale, sia lo starci che l’esserne depennati! Ognuno di voi tiri i suoi conti: gli equivoci, le diatribe e le incomprensioni alla fine producono i loro effetti. Lo ritengo un fatto fisiologico sul quale non serve discutere, Delle mie scelte l’unico responsabile sono io e mi sta bene così. Se osservate il blog roll vi accorgerete quanto variopinto e apparentemente contraddittorio al “mio stile” esso sia: la contraddizione per me è solo apparente, io scelgo quello che per me vale come forma e sostanza, quando tali prerogative dovessero sparire scompare anche il link, in alcuni casi con notevole dispiacere. Leggo e rifletto sugli scritti di persone lontanissime dal mio modo di pensare e, probabilmente, di vivere, lo ritengo l’unico atteggiamento mentale possibile per uno come me, non pretendo che sia anche il vostro. Questo è il post più inutile che io abbia mai scritto perchè sono convinto che molte di queste cose dovrebbero essere scontate e comunque facilmente deducibili dopo la lettura di un paio di post e alltrettante risposte ai vostri commenti… ma ricevo commenti (quelli che voi non leggete) che oltre a farmi innervosire oltre misura dimostrano come la blogosfera sia popolata da idioti o parvenu capaci solo di congratularsi tra loro di esistere.
ANNO 2010

giovedì 1 febbraio 2024

SEDUTI SU UNA BOMBA -

Nessuno esce vincitore da una guerra civile e nessun bene può venire dal sangue versato in ossequio a teorie politiche barbare e ben conosciute. Ma sento di dover dire che è incredibile come i nostri cosiddetti governanti (in questo caso nemmeno regolarmente eletti - ma è solo un dettaglio) non si rendano conto della situazione esplosiva su cui sono beatamente seduti. E' solo in un contesto devastato e senza speranza come quello odierno che l'idea rivoluzionaria prende peso e quindi forma. Monti e quelli che negli anni lo hanno preceduto e poi ancora i suoi sodali in Germania o in Francia, questi personaggi in doppiopetto grigio o in maglione falsamente scapigliato, gli adoratori dello Spread e dell'orgasmo finanziario stanno offrendo su un piatto d'argento agli eversivi di oggi quella occasione che essi non avrebbero mai costruito tanto bene.

Vincenzo

“Scrisse, scriveva, ritenne fin da ragazzo che fosse meglio osservare il mondo attraverso la scrittura. Poi, più grande, lesse le emozioni d...