In questi giorni sento ripetere con troppa leggerezza che "Israele è un esperimento fallito di democrazia perché non ha una costituzione", e che questa "mancanza" dimostrerebbe una volontà di espansione colonialista. Prima di lanciare giudizi categorici, forse varrebbe la pena fermarsi su due punti:
1. L’Italia è davvero così diversa?
2. Perché Israele non ha una costituzione? (E il motivo non è l’espansionismo).
1. L’ipocrisia italiana: la nostra "democrazia zoppa"
Pasolini, già negli anni ’70, denunciava le contraddizioni dell’Italia post-fascista: una magistratura ancora piena di ex fascisti, un sistema politico in cui il Partito Comunista – pur maggioritario tra i lavoratori – non poteva vincere le elezioni, grazie al combinato disposto di Democrazia Cristiana, CIA e Guerra Fredda.
Eppure, nessuno si sogna di definire l’Italia una "democrazia fallita". Anzi, oggi ci permettiamo di pontificare su Israele, ignorando comodamente:
Il nostro deficit costituzionale: la Costituzione italiana è un feticcio più che un faro. L’articolo 3 sull’uguaglianza? Sistematicamente disatteso. Le riforme elettorali? Cucite su misura delle maggioranze di turno.
La continuità col fascismo: fino agli anni ’90, settori cruciali dello Stato — dai servizi segreti alla pubblica amministrazione — erano in mano a vecchie élite autoritarie.
Se vogliamo parlare di Israele, facciamolo. Ma senza rimuovere le travi conficcate nei nostri occhi.
2. Israele senza costituzione: motivi più complessi di un semplice "espansionismo"
Sì, l’assenza di una costituzione è motivata anche dall'assenza di definizione dei confini ( ma chi ha interrotto il processo di pace?). Ma fermarsi qui è riduttivo. La questione è più sfaccettata:
A) Lo scontro tra sionismi
I sionisti laici, come Ben-Gurion, volevano una costituzione secolare, sul modello occidentale.
Gli ultraortodossi (Haredim) rifiutavano qualsiasi legge "umana" che potesse entrare in conflitto con la Torah.
Il risultato? Nel 1950, la Decisione Harari rinviò la stesura della costituzione, optando per un sistema di "Leggi Fondamentali".
B) L’eredità coloniale britannica
Israele eredita il common law dal Regno Unito, che pure non ha una costituzione scritta.
C) La paura di definire l’identità nazionale
Una costituzione obbligherebbe Israele a rispondere a una domanda cruciale: è uno "Stato ebraico" o una "democrazia per tutti i suoi cittadini"?
Rispondere potrebbe significare, nei fatti, escludere ufficialmente gli arabi israeliani (circa il 20% della popolazione), creando una realtà di discriminazione.
Se vogliamo criticare Israele, facciamolo su basi solide, senza slogan superficiali. E, nel farlo, guardiamoci anche allo specchio: prima di distribuire patenti di "democrazia fallita", sarebbe utile ricordare i nostri scheletri nell’armadio.
Ci infrangiamo sulle parole, sui loro spigoli lasciamo i resti di innumerevoli naufragi. Navighiamo attorno ad un concetto antico, vorrei dire obsoleto, ma bene o male viene sempre fuori una parola, quella parola che tenta di raffigurare la tempesta e la passione, l’istinto del silenzio dopo una danza vorticosa, il senso di un’infinita rincorsa: romantico, romanticismo. Sono romantico? Siete romantici? Cosa siamo quando ci denudiamo e, in segreto, malediciamo il pudore di abbracciare il nostro cuore con la mente? Una nota può raggiungere il cielo anche se lo strumento sta nel fango e un essere umano ha il diritto di crederci almeno una volta nella vita. Scrivo con la percezione che non tutto vien fatto per nobili ideali ma non tutto nasce imbrattato dalla parte peggiore di noi… A volte torniamo ad essere bellissimi.
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