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Si nasce aperti ma si può morire chiusi, molti preferiscono darsi un’apparenza di apertura posticcia che incredibilmente funziona in società, nel web ancora meglio perché si canta la stessa canzone di felicità tutti assieme, tutti meravigliosamente ipnotizzati e falsi. Io non ho niente da insegnare a nessuno, sono un solitario senza speranza che ha avuto la felicità fra le mani per un breve istante molto tempo fa e non lo ha mai dimenticato per sopravvivere anche alla mediocrità di se stesso. Il mio scrivere fa parte di tale modo di vivere ma il prezzo pagato, in tutti i sensi, è altissimo.

Commenti

  1. Vivo in un ambiente di lavoro diciamo allegro, da qualche mese a questa parte. Sono venuta fuori da un'annosa situazione insostenibile. Dovrei essere contenta, penserai. E in linea di massima lo sono. Eppure riesco a rovinare tutto, col mio desiderio di silenzio e di immersione nei miei stati d'animo torvi, grigi e scostanti. Tanto da provare segretamente fastidio nel sentire le chiacchiere, le risate e le battute di colleghi sempre pronti allo scherzo. Quindi sì, mi capita di indossare la maschera, di stare al gioco, di ricambiare la battuta. Ma sento che non sono io, che sopporto, che vorrei altro, in quei momenti. Un essere mostruoso mi abita dentro e non puo' più uscire oramai. Surfinia

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L'autore del blog è andato via per sempre.

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