Sine tempora

Blogger inserisce automaticamente una data alla pubblicazione del post. Questi testi non dovrebbero avere alcun riferimento temporale, furono scritti per uscire dal tempo e per vivere in una dimensione aliena alle mode e alle stagioni.
E' per tale motivo che essi avranno dunque come data i giorni di un annoqualunque che sia palesemente falso e inutile.
Ciò che conta è il senso e l'anima della scrittura.

giovedì 11 maggio 2017

Fuori dalle secche




Ci sono sentieri facili e altri obiettivamente impervi. Li ho percorsi entrambi con esiti discutibili. Ciò che non è chiaro dentro di noi diventa, naturalmente, incomunicabile agli altri ed io sono sempre più spesso colpito da tale sindrome.
Non è vero che mi faccio capire e, allo stesso modo, ciò che scrivo non mi rappresenta quanto io vorrei.
Queste pagine comunque sono il confine più vicino ai territori del mio spirito, da lì in poi devi inventarti pioniere.
Tutta la mia vita, quella che conta, l’ho trascorsa in un confronto impietoso tra i miei sogni, i miei impulsi e il mondo che m’era toccato di vivere; dopo i 16 anni sono saltato su così tanti campi minati che oggi dovrei essere solo uno storpio, un povero corpo mutilato da ferite non più ricomponibili. La libertà, la democrazia, l’amore e la rappresentanza, la società e perfino la storia, tutto questo enorme e composito fardello di idee non sono mai entrate dentro di me in modo naturale e piano: ogni anelito è stato sempre filtrato dalla cultura della mia generazione e dalla musica che ne era la più diretta emanazione. E ciò non l’ho mai compiutamente digerito!
C’è una luce particolare oggi sullo jonio, un filtro di perla per ammorbidire gli spigoli dei miei umori confusi. Anche ora la musica di uno degli artisti che ho amato di più mi porterà fuori dalle secche di questa sera infinita, sarà il dito che ti indicherà la mia luna, ti dirà le parole che io non so pronunciare e avrò la speranza che l’amore in assoluto ricomponga il dissidio di sempre e che scriverlo non sia stato inutile. De Andrè ha già iniziato a raccontare del chimico che conosceva la legge che permetteva agli elementi di convivere senza scoppiare e ancora una volta chinerò la testa per ringraziarlo d’avermi fatto guardare oltre.

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